Dalla stampa locale abbiamo appreso che la Procura
sta procedendo nella inchiesta, sta interrogando gli indagati.
Ci ha colpito leggere che il Titolare
della Impresa che stava eseguendo le demolizioni e il Direttore dei
Lavori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Ci ha colpito apprendere che erano
stati autorizzati solo i lavori di rimozione di detriti, di macerie,
mentre sembra che non vi fosse una autorizzazione per estese e
generalizzate demolizioni, quelle che hanno portato al crollo.
Dalla inchiesta emerge il solito
“spaccato” Italiano, chi è responsabile di atti, lavori, progetti
autorizzazioni varie ecc. ?, un “polverone”, dietro il quale il
più delle volte, i veri responsabili riescono sempre a farla “franca”.
Si parla di sicurezza sul lavoro, si
alzano i “toni”, solo nei giorni della “rabbia” e del clamore, quando le
notizie fanno audience, poi si torna a sanzionare, il piccolo
artigiano di “Frosinone”, per l’a manomissione di una cuffia copri lama
della sega circolare, per usare una metafora simbolica, forse
giustamente, ma sulle grandi tragedie cala il silenzio, la notizia torna
nell’oblio della “stampa locale” (senza sminuirne il ruolo). Tutti
impegnati a cercare il colpevole delle micro omissioni, da parte
dell’ultima “ruota dell’ingranaggio” – a contare il numero di verbali
redatti da ASL e DPL, ma le grandi omissioni, gli incidenti che hanno
prodotto morti, come vanno a finire ?, chi paga ?, si riesce a trarre
dalle esperienze anche drammatiche motivo per cambiare ed eliminare alla
radice il problema ?, lo auspichiamo, ma siamo molto, ma molto scettici.
Dopo aver letto le notizie di stampa,
ci chiediamo, ingenuamente ma serve altro per dare un segnale
“esemplare” ?.
Geom. Augusto Ferraioli – Pianeta Sicurezza Srl